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Successo di pubblico per il
dibattito “Cambiamenti climatici su scala globale”. Il fisico torinese
Giovanni Badino: <<Pensare positivo>>. L’assessore regionale
all’Ambiente Cicito Morittu: <<Basta parole: dobbiamo agire>>.
Ricco parterre al dibattito sui cambiamenti climatici tenuto sabato alla
“Festa del mare”, dal fisico dell’università di Torino Giovanni Badino
all’assessore regionale all’Ambiente Cicito Morittu, passando per il
responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani, Antonello Cossu
e Andrea Motroni del “Sistema agrometeorologico Sardegna”, i docenti
universitari Ignazio Camarda (Sassari) e Alberto Marini (Cagliari), il
comandante regionale del corpo forestale Giuseppe Delogu. Due le linee
predominanti emerse dal dibattito: se da un lato gli esponenti del mondo
scientifico, fatto salvo Ciafani, hanno frenato i toni allarmistici
degli ultimi anni, i rappresentanti del mondo politico hanno ribadito
l’urgenza di azioni mirate al raggiungimento dei traguardi fissati con
il protocollo di Kyoto. <<Quando nella stessa giornata e nel giro di
duecento chilometri passiamo dal clima tropicale di Cagliari alle trombe
d’aria di Alghero, evidentemente qualcosa non quadra _ ha detto Cicito
Morittu in riferimento alla tempesta che venerdì pomeriggio si è
abbattuta sulla Sardegna nord occidentale _. Non credo bisogni indugiare
o attendere ulteriori sconvolgimenti: occorre attuare subito tutte
quelle politiche che contribuiranno ad invertire la rotta. Parlo di
scelte mirate e buone pratiche relative alla sostenibilità energetica,
all’oculatezza nel consumo delle risorse naturali, alla politica sul
riciclo dei rifiuti e sulla gestione delle risorse idriche. Basta
parlare: ora si deve agire>>. Andrea Motroni, del Sar regionale, ha
interpretato i fatti di venerdì in maniera differente: <<Trombe d’aria e
tempeste, ad Alghero così come in tutta l’isola, ci sono sempre state e
sempre ci saranno. E credo che imputare tout court questi fatti ai
cambiamenti climatici in atto, sia equazione un poco forzata. Inoltre,
non bisogna correre il rischio di cadere nel sensazionalismo>>. Tesi,
quest’ultima, condivisa anche da Giovanni Badino che rilancia:
<<Chiediamoci se stiamo assistendo ad uno sconvolgimento climatico,
posto che nel corso di centinaia di migliaia di anni si è sempre
verificato un abbassamento o un innalzamento della temperatura, e questo
anche senza presenza umana. Poi: proviamo anche a “trovare il buono” di
questa situazione e, quindi, puntiamo sull’adattamento a questi
mutamenti senza per questo, mi preme sottolinearlo, rinunciare a
politiche ambientali eco sostenibili>>.
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